Alberto Angela confessa di essere stato rapito

Quanto a divulgazione scientifica, in Italia nessuno può concorrere con Piero Angela, una vera e propria istituzione che negli ultimi anni riesce ad essere superato, quanto a consensi, solo dal suo stesso figlio, Alberto.

Grazie al suo fascino, alla sua pacatezza, al modo elegante e chiaro con cui espone qualsiasi tematica, Alberto entra nelle case degli italiani e parla di qualsiasi argomento rendendolo affascinante ed unico.

Una vita al servizio dell’arte la sua, quindi, ma non certo monotona: qualche anno fa ha rischiato addirittura di essere ucciso, proprio mentre preparava uno dei suoi celebri servizi in giro per il mondo.

“Ho rischiato di essere ucciso – ha confessato Angela in un’intervista rilasciata a DiPiù – sono stato sequestrato e picchiano da criminali nel Niger. Ho temuto davvero di non rivedere più mia moglie. Poi per fortuna mi hanno liberato. Ero con i sei operatori della mia troupe tra il Niger e l’Algeria nel deserto, per girare una puntata di Ulisse – Il piacere della scoperta. Dal nulla è uscito un veicolo velocissimo, dal quale sono scesi tre individui con turbante e occhiali da sole, ma anche kalashnikov e pistole alla mano. Ci hanno legato, picchiato per ore, interrogandoci e divertendosi a terrorizzarci: ci hanno anche chiesto se fossimo delle spie. Sono state 15 ore terribili – ha ricordato Angela – siamo stati tutti percossi, minacciati e poi derubati di tutto. Oggi sono qui a raccontare quello che mi è successo e, nonostante la grande paura, non ho smesso di svolgere con grande passione il mio lavoro”. 

foto@Wikipedia

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