Depressione Italia: ci sono tre milioni di malati

Nel nostro paese è in netta crescita il numero delle persone che soffrono di depressione, secondo gli ultimi dati sono tre milioni gli italiani che soffrono di questa patologia. Mentre in Europa si arriva a quaranta milioni di persone depresse.

Gli italiani che si ammalano di depressione sono al secondo posto in Europa con una percentuale dal 4,4 al 7%, prima dei nostri connazionali si classificano i tedeschi.

Una malattia della quale nel passato si tendeva a non parlare e non ad affrontare il problema, ma anche ai giorni nostri spesso si tende a confondere i sintomi della depressione con un momentaneo momento di debolezza.

Si è discusso del cosidetto “male oscuro” durante la “Giornata mondiale della Salute” che si è tenuta sabato sette aprile, dove si è parlato anche dell’insorgere di questa patologia negli adolescenti.

A parlare delle depressione adolescenziale, 1 adolescente su 5 è a rischio di disturbo depressivo o d’ansia,  c’è stata anche la dottoressa Nicoletta Aliberti, responsabile della Neuropsichiatria infantile del Gruppo sanitario Ini, che ha dichiarato: “I disturbi depressivi, d’ansia, e l’abuso di sostanze sono tra i più rappresentati tra gli adolescenti, e sono responsabili di una significativa compromissione funzionale. Tali disturbi influiscono sullo sviluppo sociale, cognitivo ed emotivo, frequentemente persistono in età adulta e rappresentano un precursore di altri disturbi psicopatologici da adulti, con un aumentato rischio di suicidio o di evoluzione verso il disturbo bipolare”.

Nicoletta Aliberti Ha parlato anche dei sintomi che possono far capire che un adolescente ha problemi legati alla depressione o all’ansia, specificando:” La tristezza, il senso di inadeguatezza, di mortificazione e di vergogna, la paura di non essere amati, la sensazione di esclusione dal gruppo, il senso di colpa, l’incapacità ad esprimere e a modulare l’aggressività. Un adolescente depresso spesso è stato un bambino triste, consapevole di esserlo, anche se spesso lo ha negato o espresso in maniera paradossale o poco chiara. Spesso è stato un bambino incapace di divertirsi, di investire nel gioco e in tutte le attività tipiche della sua fascia d’età e annoiato”.

Un male che non dovrebbe più essere sottovalutato e per affrontare secondo gli esperti occorre un Piano nazionale di lotta alla depressione, che aiuti con strumenti idonei ad affrontare questa patologia che tra qualche anno potrebbe essere la prima malattia invalidante al mondo. Con milioni di vittime al mondo con elevati costi sociali ed economici.

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