Dieta mediterranea morta

La Dieta Mediterranea, patrimonio Unesco dal 2010, prevede l’assunzione di una grande quantità di frutta e verdura fresche, unite a legumi, carboidrati, olio d’oliva e pesce, ingredienti fondamentali per il mantenimento di una buona salute.

E’ ormai assodato che il regime alimentare basato sulla dieta mediterranea, che aiuta anche a prevenire il tumore al seno, apporta all’organismo diversi benefici, influendo non solo sulla forma fisica ma riducendo anche gli effetti negativi dello smog e aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari.

E’ stata persino fornita la “prova scientifica” che la dieta mediterranea allunga la vita e ne sono la dimostrazione vivente gli ultracentenari raddoppiati negli ultimi anni grazie a questa scelta alimentare. Una dieta che fa bene all’ambiente, oltre che all’organismo, rilasciando un’impronta di carbonio minore rispetto al regime alimentare inglese o americano.

Eppure a quanto pare la dieta mediterranea è morta, proprio nei Paesi in cui è nata.

L’allarme arriva dall’European Congress on Obesity a Vienna, e a lanciarlo è Joao Breda, responsabile dell’Ufficio europeo dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche.

Dieta mediterranea morta bambini europei sempre piu obesi

Come hanno fatto gli esperti a giungere a tale conclusione?  In Grecia, Spagna e Italia oltre il 40% dei bimbi di 9 anni è obeso o in sovrappeso, dato che a Cipro arriva al 43%. Insomma, i Paesi che hanno dato il nome alla dieta più sana del mondo di fatto non la seguono più, tanto che vantano i bimbi più grassi d’Europa.

La dieta mediterranea per i bambini di questi Paesi è morta“, ha detto Breda a Vienna. “Non c’è più. E i più vicini alla dieta mediterranea sono i bambini svedesi. La dieta mediterranea è andata, e noi dobbiamo recuperarla“.

Oggi i bimbi dei Paesi bagnati dal Mediterraneo mangiano troppi zuccheri, grassi e sale nel cibo, e si muovono molto poco.

La buona notizia, riferisce ‘The Guardian’, è che i Paesi mediterranei stanno affrontando il problema. Almeno tre quarti dei bambini italiani oggi mangiano frutta tutti i giorni o per la maggior parte della settimana.

I paesi più virtuosi sono Tajikistan, Turkmenistran e Kazakistan. Ma anche Francia, Norvegia, Lettonia e Danimarca hanno tassi di obesità ridotti, dal 5% al 9%, mentre l’Irlanda è al 20%.

Come abbiamo visto, anche in Italia i bambini sono sempre più vittime di quello che mangiano. Proprio per questo prende il via nel nostro paese il primo studio internazionale per prevenire gli effetti di un’alimentazione sballata nell’infanzia, per riaffermare il valore della tradizione mediterranea anche a tavola, dalla colazione alla merenda, dal pranzo alla cena.

La ricerca si chiama CAPRII (Children Alimentary Personalized Research Italy Israel) e verrà condotta dal Dipartimento di scienze mediche traslazionali dell’Università di Napoli Federico II, insieme allo Schneider Children’s Medical Center e al Weizmann Institute of Science di Israele. Lo scopo è quello di elaborare schemi dietetici personalizzati già negli anni dell’infanzia, come pure durante l’adolescenza, schemi ottenuti confrontando la Dieta Mediterranea con un regime alimentare standard.

Si tratta di un progetto pilota – ha dichiarato il ricercatore israeliano Eran Elinav, autore del libro La dieta su misura – che guarda alla nutrizione personalizzata, cerca di prevedere la risposta glicemica dopo i pasti, ci auguriamo che questa strategia aiuterà a raggiungere stili di vita più sani e un’alimentazione personalizzata efficace anche nei bambini”.

Gli scienziati hanno dimostrato come la dieta personalizzata sia capace di prevenire patologie non trasmissibili, quali il diabete mellito tipo 2 e l’obesità. Considerando che la prevalenza di queste malattie è in aumento nella popolazione pediatrica, diventa auspicabile l’elaborazione di algoritmi per una dieta personalizzata anche per i bambini.

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