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Effetti dei videogiochi sul cervello umano

Nel nostro paese il mercato dei videogiochi gode di ottima salute. Il giro d’affari che è capace di generare il mercato videoludico italiano ammonta ad oltre un miliardo di euro. Il dato maggiormente in crescita è quello relativo ai giochi con un fatturato di 600 milioni di euro e la sua componente più interessante risiede nel fatto che al calo del mercato dei giochi fisici, 1,1%, corrisponde un aumento del software digitale +32,8%, che arriva a toccare la cifra di circa 290 milioni di euro, quasi la metà del totale.

L’Italia conta 51 milioni di persone sopra i 14 anni: di queste circa la metà gioca ai videogiochi, anche saltuariamente. L’ultimo resoconto degli analisti di Gfk riporta che la fascia di età in cui i giocatori sono più presenti è quella tra i 35 e i 44 anni, che rappresenta il 22,4% del totale, seguita dai giocatori tra i 45 e i 54 anni, quelli tra 25 e 34 e poi tra i 18 e i 24. Gli over 65 con 7,9% superano di poco la fascia tra 14/17. In generale il 61,4% dei giocatori è tra i 25 e i 54 anni. La maggior parte dei giocatori italiani proviene dal sud Italia, gioca almeno 4 volte a settimana e tende a giocare da solo.

Il videogiocatore viene definito come un individuo attivo ed energico, che vive in un ampio contesto relazionale. Ama il divertimento e il piacere, è continuamente alla ricerca di stimoli e, talvolta, anche di sfide. L’user è orientato in maniera positiva verso i consumi, precisamente verso prodotti nuovi, tecnologici e di tendenza. Attento ai segnali provenienti dai media, legge i quotidiani, ascolta molto la radio e la TV meno tradizionale (TV satellitari, Pay TV e canali Musicali).

Nella top list dei giochi preferiti Sport Calcio (39%)  Action – Adventure (38%), e Strategia (34%). Tra i giochi di strategia, quello che negli ultimi anni ha avuto maggior successo tra i giocatori, è Clash of Clans, che sta attraendo al contempo milioni di utenti mobile.

Giocare ai videogiochi comporta benefici a livello cerebrale, sempre e quando non si supera il limite del puro intrattenimento e si cade nella rete della dipendenza. Conosciuta come “Internet gaming disorder” la dipendenza viene definita come un disturbo mentale che induce i soggetti affetti a trascurare persino i bisogni primari pur di continuare a giocare.

Alcuni studi sulla relazione videogiochi-psicologia raccolti da ilSentiero hanno provato che il cervello dei videogiocatori compulsivi è diverso da quello delle altre persone. E’ il caso di una ricerca condotta dalla University of Utah School of Medicine e dalla Chung-Ang University, secondo la quale nei videogiocatori compulsivi il cervello si sviluppa diversamente rispetto a quello di chi non gioca. Fortemente incoraggiata dal governo coreano al fine di sapere come identificare e curare le dipendenze dai videogiochi, la ricerca ha coinvolto quasi 200 adolescenti.

Dallo studio è emerso che i videogiocatori cronici hanno delle connessioni neurali molto sviluppate capaci di favorire un approccio migliore e più rapido alle nuove informazioni. Nei videogiochi, molto spesso è necessario agire con velocità e precisione e ciò aiuta a sviluppare le abilità del cervello predisposte alla coordinazione tra vista e udito.

Connessioni neurali così sviluppate aiutano a concentrarsi e cogliere alcune informazioni importanti in un ambiente molto vasto. Inoltre questi cambiamenti, essenzialmente, possono aiutare qualcuno a pensare con più efficacia“, ha dichiarato Jeffrey Anderson, professore di neuroradiologica presso la University of Utah School of Medicine.

Dall’altra parte è stato provato che giocare troppo porta altri effetti negativi quali maggiore distraibilità e scarso controllo degli impulsi. Anche tali effetti sono relazionati ad uno sviluppo troppo elevato della connessione tra la corteccia prefrontale dorsolaterale e la giunzione temporo-parietale. Cambiamenti di questo tipo sono stati riscontrati anche in pazienti affetti da malattie neuropsichiatriche quali la schizofrenia, la sindrome di down e l’autismo. È stato inoltre provato che uno sviluppo così elevato tra le due regioni del cervello è presente anche nelle persone con uno scarso controllo degli impulsi.

Le conclusioni cui è giunta la ricerca lasciano aperti alcuni interrogativi: non è ancora possibile stabilire con chiarezza se sono i videogiochi a causare questo insolito sviluppo del cervello o se sono le persone già nate in queste condizioni a manifestare una particolare attrazione nei confronti dei videogiochi.

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