Sarà la Cina a svelare il lato oscuro della Luna
Sara la Cina a svelare il lato oscuro della Luna

Al via la missione Chang’e 4: la Cina si appresta a svelare il lato oscuro della Luna

Per quanto la locuzione “lato oscuro della Luna” possa evocare tanto esoteriche quanto poco scientifiche fantasie, Selene ha davvero un lato oscuro: la superficie che non è mai visibile dalla Terra, mentre gira intorno al nostro Pianeta.

Come noto, noi del nostro satellite vediamo sempre e solo una faccia. A parte piccole variazioni, dovute al fenomeno di “librazione”. Questo accade perché l’antichissimo sistema Terra – Luna per un meccanismo molto conosciuto della meccanica, il satellite tende a sincronizzare il proprio periodo di rotazione con quello dell’orbita. Ciò significa che mentre ruota su se stesso, ruota anche attorno a noi. E così dalla Terra si vede solo e sempre quella “faccia”.

La prima volta che il lato oscuro della Luna fu “visto”, era il 10 ottobre 1959, quando la cosmonave sovietica “Luna 3” la fotografò per la prima volta durante il suo passaggio. I primi uomini però che ebbero un incontro “ravvicinato” con la faccia nascosta del nostro satellite furono gli astronauti americani Frank Borman, William A. Anders e Jim Lovell, equipaggio dell’Apollo 8: era il 24 dicembre 1968.

Ma nessuno, fino a oggi, è riuscito ad “allunare” su questa area lunare. I cinesi si apprestano a farlo e giurano che entro il 2020 realizzerà la titanica impresa: esplorare il “lato oscuro” della Luna con un rover.

È con questo obiettivo hanno inviato il lander Chang’e 4 sulla faccia nascosta di Selene. Il lander dovrebbe atterrare nel cratere Von Kármán, che si trova al polo sud del satellite ed è un settore ancora del tutto inesplorato, all’inizio di gennaio 2019. La Cina lancerà la sonda Chang’e-4 sul razzo Long March 3B che viaggerà per 27 giorni.

È stata la CNSA, China National Space Administration, a organizzare la missione. La sonda ha il compito di studiare la geografia della faccia nascosta della Luna.

Il lander Chang’e 4 è il modello più evoluto di Chang’E-3, la sonda che era “allunata” nel 2013 insieme a Yuto. Chang’e 4 porterà con sé un rover lunare che utilizzerà per spostarsi sulla superficie lunare, raccogliere campioni e verificare anche l’eventuale presenza di concentrazioni di Elio-3, una potenziale, quanto provvida, fonte energetica.

Ma perché nessuno ha mai tentato fino a oggi di atterrare sul lato nascosto della Luna? Perché, fra le altre c’è anche la difficoltà di stabilire un contatto con la Terra. Dal nostro pianeta, infatti, non si può monitorare il lander e nemmeno comunicare in modo costante con questo. E questa è un problema non da poco: non comunicare in modo perfetto, potrebbe significare mandare all’aria una missione dai costi proibitivi.

Come hanno risolto i cinesi il problema della comunicazione? Mettendo in orbita un satellite capace di fare da mediatore tra i segnali inviati dalla faccia nascosta della Luna e quelli mandati dalla Terra. Il piccolo satellite per le comunicazioni, messo in orbita dai cinesi lo scorso mese di maggio, si chiama Quegiao e consente alla sonda Kaguya di restare costantemente in contatto con la base terrestre.

Riuscirà allora la Cina a mantenere la promessa di svelare il lato oscuro della Luna entro il 2020? Secondo l’astronomo Michael Brown della Monash University di Melbourne, l’Agenzia spaziale cinese ha risorse economiche e tecnologiche tali da poter “sia atterrare sulla Luna, sia costruire una rete satellitare”. Perciò, è del tutto realistico pensare che la missione Chang’e 4 sarà realizzata davvero entro il 2020.

In Cina ne sono così sicuri, che già sono pronti a portare sulla Luna un modulo con semi di patate e senape per l’esperimento biologico, elaborato da ben 28 università cinesi, chiamato “mini-biosfera lunare”.

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