Spike Lee racconta New York in lockdown

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Spike Lee racconta New York in lockdown

In tempo di lockdown, tutti i paesi del mondo sembrano “uguali”: serrande abbassate, strade vuote e silenziose, pochissima gente in giro, col volto coperto da una mascherina e la paura negli occhi.

Ma ci sono città che sembrano più spettrali, proprio perché non sono mai state vuote e silenziose, perché da sempre hanno vissuto h 24 tra musica e colori, voci e suoni.

Tra queste spicca senza dubbio New York, a cui il celebre regista Spike Lee ha voluto fare un bellissimo omaggio.

In un corto che si intitola semplicemente “New York, New York” e sulle note dell’omonima canzone di Frank Sinatra, Lee mostra la città che è già stata protagonista di molte sue pellicole, ma stavolta a farla da protagonista sono le strade vuote, le stazioni della metropolitana, i teatri di Broadway, Wall Street, Times Square, tutto inesorabilmente vuoto, contrapposti agli ospedali e alle ambulanze al contrario fin troppo pieni.

“È doloroso vedere che in quei luoghi non c’è nessuno”, ha dichiarato il regista intervistato alla Cnn in occasione della presentazione del cortometraggio. “Ma alla fine del film, ecco vediamo la gente di New York”.

foto@Wikimedia

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