Tumore al cervello e cellulari, esiste una relazione?
Tumore al cervello e cellulari esiste una relazione

No, non c’è alcuna relazione fra uso dei cellulari e tumore al cervello, questo almeno è quanto afferma una ricerca australiana

Ormai è dal secolo scorso che abbiamo a che fare con dosi sovrabbondanti di radiazioni elettromagnetiche. Le ritroviamo pressoché dappertutto, a bassa, media, alta e altissima frequenza.

Non si tratta più solo dell’energia elettrica e della radio o della televisione; si tratta ormai di cellulari, di Tablet, computer, linee Wi-Fi e così via. La radiofrequenza è pressoché onnipresente in ogni angolo del nostro pianeta. Anche laddove pensavamo non sarebbe mai arrivata.

A fronte di tale presenza pervasiva, pressoché ubiquitaria, di onde elettromagnetiche generate dalla presenza umana, spesso ci si è chiesti se queste fonti di inquinamento elettromagnetico potessero essere anche nocive per l’uomo.

A dire il vero questa domanda non è mai stata pressante per molto tempo; lo è diventata quando ci siamo resi conto che determinati device ad alta tecnologia non potevano fare a meno, per il loro funzionamento, dell’utilizzazione di determinate frequenze, spesso molto alte, in maniera continuativa. Di qui la necessità di approfondire la questione con studi di settore ripetuti nel corso del tempo.

Tuttavia questi studi avevano una carenza di base, vale a dire che gli archi temporali in cui venivano svolti non erano ancora sufficientemente lunghi per capire con una buona dose di approssimazione se la presenza di queste onde elettromagnetiche potesse far male al fisico umano. In altre parole, per avere dei dati statistici rilevanti, per sapere se queste potevano cagionare dei tumori, ci sarebbe voluto molto tempo, un arco temporale di decenni.

In generale è però possibile fare alcune riflessioni a carattere tecnico, anche indipendentemente dagli studi accennati. Partiamo dal fatto che si devono considerare alcuni parametri importanti. Intanto bisogna considerare la prossimità della fonte di emissione: se questa è vicina o meno al soggetto che la percepisce fisicamente. Poi bisogna considerare la potenza della fonte generatrice della radiofrequenza. Quindi bisogna tenere in considerazione la frequenza dell’emissione (più alta è la frequenza e più aumenta la possibilità di potenziale nocività).

Infine il tempo durante il quale si è investiti dalle emissioni. Per fare l’esempio di un cellulare ordinario, altra cosa è utilizzarlo 4 o 5 volte al giorno per qualche minuto; altra cosa è usarlo in maniera pressoché continuativa per più ore durante l’arco della giornata. Ma gli ultimi studi condotti in Australia sembra abbiano dimostrato che non c’è una relazione diretta fra l’uso dei cellulari e i tumori al cervello. Lo studio si chiama “Mobile phone use and incidence of brain tumour histological types, grading or anatomical location: a population-based ecological study”.

La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista BJM Open. Gli scienziati australiani hanno preso in considerazione dati raccolti fra il 1982 e il 2013. In questo periodo sono stati registrati più di sedicimila casi di tumore al cervello in pazienti con età compresa fra i 20 e i 59 anni. Le risultanze sono state le seguenti.

I tassi complessivi del tumore cerebrale sono rimasti stabili per tutto questo periodo e non hanno mostrato alcun aumento se confrontati con l’aumento dell’uso di telefoni cellulari in Australia.

C’è stato un effettivo aumento di diagnosi di glioblastoma tra il 1993 e il 2002, che però è coinciso con l’introduzione di tecniche diagnostiche migliori, come la “imaging a risonanza magnetica – MRI – (Magnetic Resonance Imaging, detta anche tomografia a risonanza magnetica – Magnetic Resonance Tomography, MRT- o risonanza magnetica tomografica – RMT, oppure semplicemente RM. Si tratta di una tecnica di generazione di immagini usata prevalentemente a scopi diagnostici in campo medico).

Sebbene l’uso dei telefoni cellulari sia aumentato rapidamente dal 2003, da allora non si è registrato alcun aumento di casi di tumori al cervello.

Dal 2003 non si è verificato alcun aumento dei tumori al lobo temporale, che è la posizione più esposta quando si utilizza un telefono cellulare.

Insomma, pare non vi siano evidenze di una relazione importante o comunque significativa fra l’uso di smartphone e simili, e l’incidenza di tumori al cervello. Attendiamo comunque ricerche ancora più approfondite nei prossimi anni.

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