Alcol il binge drinking puo portare alla dipendenza
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Alcol, il binge drinking può portare alla dipendenza

Fino a qualche anno fa il termine era quasi sconosciuto nel nostro paese, ma purtroppo la pratica si è fatta sempre più diffusa tra i nostri giovani, con tutte le gravi conseguenze che ne conseguono.

“Binge drinking” è un’espressione che letteralmente significa “abbuffata di alcolici” o “bere fino a ubriacarsi” ed indica l’assunzione di 5 o più unità alcoliche in un intervallo di tempo molto ristretto (indicativamente 2-3 ore).

Una unità alcolica, pari a circa 12,5 grammi di etanolo, corrisponde a circa 125 millilitri di vino a media gradazione – quindi un bicchiere – o  330 mL di birra – una lattina o una bottiglia – o 30 mL di super alcolici – un bicchierino da bar.

Il fenomeno si traduce in un’immediata ubriacatura, con perdita del controllo.

Nel binge drinking la persona ingerisce volutamente quantità ripetute di alcol in misura maggiore rispetto alle sue capacità psicologiche e fisiologiche e al contesto nel quale si trova; lo scopo patologico di queste abbuffate alcoliche è quello di provare ebbrezza fino ad arrivare alla ubriacatura completa con perdita di controllo e intossicazione.

Fare esperienza del Binge drinking comporta problemi nelle attività quotidiane, nelle amicizie, nei rapporti affettivi, nelle dinamiche familiari, nelle aree sociali: in buona sostanza, l’individuo perde l controllo di se e quindi dei rapporti con gli altri.

Viene messa in serio pericolo la propria vita e salute con gravissimi rischi: incidenti, violenza, atti di vandalismo, rapporti sessuali non protetti con predisposizione al contagio di malattie virali e gravidanze indesiderate.

Il binge drinking provoca in chi lo pratica disturbi della memoria, incoordinazione motoria, vertigini, nistagmo, alterazioni dell’umore e rallentamento delle percezioni. Altri effetti comprendono ipotensione, ipoglicemia e perdita di coscienza. Una grave intossicazione può evolvere in coma etilico ed alla morte per arresto respiratorio.

Ma, negli ultimi tempi, gli studiosi si sono soffermati principalmente sugli effetti a medio e lungo termine: quelle che iniziano sono bevute occasionali troppo spesso si trasformano in atteggiamento frequente e poi in vera e propria patologia sia fisica che psichica, ovvero in dipendenza da alcool.

Il pericolo concreto che il binge drinking sfoci in una dipendenza è stato messo in risalto proprio recentemente da uno studio della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS – Università Cattolica, pubblicato su Scientific Reports, dal team di Giovanni Addolorato, direttore dell’Unità Operativa Semplice di Area (UOSA) Patologie Alcol correlate e di Antonio Gasbarrini, direttore Area Gastroenterologia ed Oncologia Medica.

Lo studio osservazionale coordinato dai Professori Giovanni Addolorato e Antonio Gasbarrini, dell’Istituto di Patologia Speciale Medica dell’Università Cattolica, ha dimostrato che tale comportamento, spesso sottovalutato, è un fattore di rischio per lo sviluppo di alcol-dipendenza.

“Anche se ci si limita a bere esclusivamente il sabato sera – dichiarano Addolorato e Gasbarrini hanno – questo comportamento, spesso ritenuto un ‘normale passaggio adolescenziale’ è un fattore di rischio per lo sviluppo di alcol-dipendenza”.

“I dati osservati – sostiene ancora Addolorato – dimostrano che le abbuffate alcoliche rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di un disturbo da uso di alcol e in particolare di dipendenza da alcol, e indicano che, verosimilmente, fra qualche anno dovremmo confrontarci con un aumento di incidenza di patologie alcol-correlate nella popolazione oggi giovanile, che nel frattempo sarà diventata adulta”.

Per prevenire tutto ciò, è auspicabile che vengano “incrementati programmi informativi adeguati a divulgare agli adolescenti i rischi connessi al consumo di bevande alcoliche e al ‘binge drinking’”, concludono gli esperti.

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