Aspirina, se il farmaco diventa anche un anticancro

Sarebbe l’utilizzo  a lungo termine dell’aspirina che porterebbe ad una diminuzione dei rischi di morte ed in particolar modo quelli legati ai tumori, lo conferma uno studio arrivato dagli Stati Uniti e precisamente dal Massachussets General Hospital, 130mila persone seguite per ben 32 anni, questo il quadro completo dello studio effettuato anche grazie alla collaborazione dell’Harvard Medical School.

L’aspirina potrebbe diventare anche un farmaco anticancro? A giudicare dagli ultimi studi si direbbe di sì.

Sin dall’antichità si vagheggiava del rimedio che potesse andare bene per tutti i mali, la cosiddetta panacea. Ovviamente non c’è e non c’è mai stato.

Ciò non toglie che qualche farmaco, col passare del tempo, ha provato ad avvicinarsi al toccasana universale, seppur con successi non del tutto convincenti.

Aspirina, se il farmaco diventa anche un anticancroStiamo parlando dell’aspirina, ovviamente, che nell’immaginario collettivo è stato per moltissimo tempo il farmaco dei farmaci, utilizzabile nelle più disparate situazioni.

Se a casa non si aveva nulla o quasi per curarsi, si diceva: al limite prenditi un’aspirina. E il male spesso passava da sé, ma altrettanto spesso non perché si fosse presa un’aspirina.

Ora però questo farmaco arcinoto è in via di rivalutazione, e in base a precisi studi di carattere scientifico. L’aspirina avrebbe anche, oltre a quelli tradizionali, un effetto anticancro.

Lo studio è stato compiuto dai famosi Massachussets General Hospital e dall’Harvard Medical School.

Questa ricerca ha approfondito un altro ben noto studio condotto fra il 1980 e il 2012 dal Nurses Health Study.

In caso di assunzione di aspirina, le risultanze dicono che l’incidenza di mortalità per cancro è dell’11% in meno per gli uomini e del 7% in meno fra le donne.

Per quel che riguarda aspetti più specifici come il cancro al colon, è stata rilevata una diminuzione del 30% per gli uomini e del 31% per le donne.

Nelle donne si è registrata una diminuzione dell’11% dell’incidenza del cancro al seno. Invece, negli uomini è stata registrata una diminuzione del 23% della mortalità per cancro alla prostata.

Il principio attivo del farmaco è l’acido acetilsalicilico, che ha una considerevole azione antinfiammatoria. Per la cui ragione potrebbe avere effetto anche su patologie antinfiammatorie croniche.

E le patologie tumorali potrebbero essere favorite da uno stato di infiammazione cronico, che agevola gli errori del Dna e favorisce la proliferazione di cellule tumorali.

L’assunzione dell’aspirina dovrebbe essere però pressoché quotidiana. E’ evidente che si sono anche delle controindicazioni, con possibili effetti collaterali a carico dell’apparato digerente e altro, come emorragie gastriche e cerebrali.

In definitiva, non è facile considerare questo farmaco come rimedio preventivo, e quindi assumerlo in maniera sistematica.

Per prevenire il cancro esistono molte modalità che, anche a seconda della tipologia cancerogena, possono essere intraprese in maniera naturale, come stile di vita.

Valgano alcune per tutte: non fumare, un’alimentazione sana, e lo sport praticato in maniera regolare. Così facendo, i fattori di rischio diminuiscono certamente e non ci sono controindicazioni. Anzi.

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