Osteoporosi le tabelle di marcia e il divario terapeutico
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Osteoporosi, le tabelle di marcia e il divario terapeutico

Osteoporosi: la reale tabella di marcia attuale e le terapie da intraprendere

Tutti gli uomini e le donne, dai 65 anni in su, che hanno subito una frattura dell’anca o della colonna vertebrale dovrebbero sottoporsi a terapie per l’osteoporosi: questo è il messaggio che si evidenzia delle nuove raccomandazioni cliniche basate sulle linee guida da parte dell’American Society for Bone and Mineral Research (ASBMR).
L’unione di oltre 40 esperti statunitensi e internazionali di salute delle ossa, organizzazioni, società e gruppi di difesa dei pazienti, hanno presentato alla riunione annuale ASBMR 2018 (in Montreal, QC, Canada) il 29 settembre insieme al co-presidente della coalizione Douglas P Kiel,  una tabella di marcia per colmare il divario delle attuali terapie nel trattamento dell’osteoporosi e ridurre il rischio di fratture nella popolazione anziana .
La realizzazione di un Call to Action pubblicato nel 2016 dall’ASBMR, dalla National Osteoporosis Foundation, dalla National Bone Health Alliance, dalla Mayo Clinic e dalla International Osteoporosis Foundation, le nuove raccomandazioni cliniche sono la risposta alle problematiche nel trattamento dell’osteoporosi che ha sottlineato il problema della non prescrizione di farmaci appropriati per i pazienti o, se prescritti, che non vengono presi dai pazienti stessi.
Come evidenziato in un articolo del New York Times, la copertura mediatica diffusa di cause legali legate ad eventi avversi sui pazienti, come fratture del femore atipico e osteonecrosi della mandibola, associate a farmaci per l’osteoporosi (principalmente bifosfonati) ha creato paura tra i pazienti e ha portato a un’insicurezza nell’uso di farmaci per l’osteoporosi. Allo stesso tempo, ad esempio negli Stati Uniti, solo il 23% dei pazienti più anziani che hanno avuto una frattura dell’anca lasciano l’ospedale con una prescrizione di farmaci per l’osteoporosi.
Questa pratica è quasi diventata consuetudine ed è davvero assurdo dato che qualsiasi precedente frattura è associata a un aumento dell’86% del rischio di una futura frattura e dati gli esiti negativi in ​​questa fascia di età, la metà dei pazienti infatti non riprende mai la piena capacità funzionale, un quarto finisce nelle case di cura e un quarto muore entro un anno.
Inoltre, un sondaggio condotto su 1012 donne in post-menopausa, dai 50 anni in su, negli Stati Uniti effettuate dalla National Osteoporosis Foundation ha dimostrato che il 96% delle donne che hanno subito una frattura non hanno detto al medico che potrebbe essere collegata all’osteoporosi e un terzo di quelli con una frattura non sono stati indirizzati verso una terapia, nonostante il rischio di fratture successive.
Queste carenze diagnostiche, insieme all’osteoporosi che è una delle dieci più costose condizioni croniche da trattare e al previsto aumento globale della prevalenza delle fratture osteoporotiche, hanno fatto diventare l’osteoporosi coma una delle più gravi condizioni di salute pubblica.

Le nuove raccomandazioni cliniche comprendono cinque suggerimenti fondamentali:

1- Comunicare con i pazienti e metterli al corrente dei rischi (di probabile osteoporosi, di morte prematura e di fratture secondarie e su come prevenirli).
2- Informare il medico di base che si è verificata una frattura.
3- Valutare regolarmente il rischio di possibili cadute.
4- Somministrazione di farmaci per l’osteoporosi per ridurre il rischio di ulteriori fratture
5- Seguire e valutare periodicamente il paziente.
Altre raccomandazioni secondarie completano la tabella di marcia su come uomini e donne di età pari o superiore a 65 anni affetti da frattura dell’anca o della colonna vertebrale dovrebbero essere gestiti in modo ottimale all’interno di un sistema di assistenza multidisciplinare per garantire che siano adeguatamente valutati e trattati per l’osteoporosi e il rischio futuro di fratture.
Se attuata, la tabella di marcia proposta dalla ASBMR Coalition potrebbe aiutare a colmare il divario terapeutico e ad evitare la crisi attuale dell’osteoporosi.
Tuttavia, le raccomandazioni sono poco più di un primo passo: molti altri problemi devono essere affrontati. Bisogna raggiungere un consenso basato sull’evidenza informativa tra benefici e rischi dei trattamenti osteoporotici nuovi o già esistenti, dissipare i timori dei pazienti su eventi avversi estremamente rari, superare l’inerzia del trattamento, massimizzare la diagnosi, possibilmente prematura, considerare il trattamento dei pazienti a rischio, migliorare l’educazione e la comunicazione tra medici e pazienti circa la connessione tra osteoporosi e rischio di fratture e, soprattutto, esaminare l’efficacia dei costi del trattamento per prevenire le fratture secondarie.
Inoltre, poiché la coalizione è dominata dagli Stati Uniti, più società internazionali e parti interessate di altri stati dovrebbero unire i loro sforzi, visto che la salute muscolo-scheletrica deve essere influenzata a livello globale.
Questi sforzi collettivi garantiranno alle persone anziane con fratture, il trattamento di cui hanno bisogno per prevenire le fratture secondarie e migliorare così la loro qualità di vita. Dato il rapido invecchiamento della popolazione globale e la parte integrale della salute muscoloscheletrica per una vecchiaia in buona salute, ma bisogna ovviamente iniziare da ora.
Con il prossimo decennio che si avvicina, valutato dall’OMS e da altri come il decennio dell’invecchiamento sano, la salute delle ossa deve essere saldamente messa in cima all’agenda.

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