Pamela Anderson si schiera contro Salvini
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Pamela Anderson si schiera contro Salvini

Se è vero che, mai come in questo momento storico, la Lega continua a macinar consensi e a guadagnare voti in vista anche delle prossime elezioni europee, è altrettanto indubbio che il suo leader Matteo Salvini è anche bravissimo ad attirare ire ed aspre critiche.

Il ministro dell’interno si è messo contro magistrati e giornalisti, potenti europei e personaggi di spicco di mezzo mondo, ed è riuscito persino ad attirare l’attenzione nientemeno che di Pamela Anderson.

La bella attrice poco ha a che fare con la politica nostrana, ma non riesce a simpatizzare con Salvini e le sue idee, tanto che è arrivata ad attaccarlo sui social.
Eroina di una sinistra che almeno in Italia non esiste più, l’ex bagnina ha scritto su Twitter:

L’Italia è un Paese meraviglioso, che amo tanto, dal cibo alla moda, dalla storia all’arte, ma sono molto preoccupata dalla tendenza attuale, che mi ricorda quella degli anni ’30“.
Ed ha aggiunto in un tweet intitolato “Pensieri dall’Italia” cosa la preoccupa di più: “La paura e l’insicurezza in tutti i segmenti della società, gli attacchi quotidiani contro i rifugiati e i migranti, la gravità della crisi economica…“.

Poi l’attacco a Salvini, facendo riferimento anche al presidente francese: “Il signor Salvini di recente ha detto che ‘Macron è un problema per i francesi’ ciò significa che quello che sta accadendo in Francia in questi giorni con le proteste dei gilet gialli è qualcosa che riguarda solo i francesi. Questo è sbagliato“.

Quello che sta accadendo in Francia in questi giorni è un problema europeo – ha continuato la Anderson – nello stesso modo in cui le misure anti-migranti e lo scivolamento verso una nuova forma di fascismo in Italia è un problema europeo“.

Ed alla fine arriva anche a dare la sua “soluzione”: la soluzione “non è più Macron o più Salvini, che al momento hanno bisogno l’uno dell’altro e si rinforzano l’uno con l’altro. La soluzione può essere solo un risveglio pan-europeo che attraversi i confini e le nazionalità, che sia in grado di affrontare la crisi economica, sociale ed ecologica dell’Europa attuale“.

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