Tumori aumentano i casi e Italia si divide in due
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Tumori, aumentano i casi e l’Italia si divide in due

Aumentano i casi di tumore, e l’Italia si trova divisa in due.

Le statistiche, ormai da tempo immemorabile, ci consegnano spesso un’Italia divisa in due. Economia, salute, efficienza amministrativa e così via. Si sa che le Regioni più virtuose solitamente stanno al nord, quelle al centro così così, e quelle meridionali di solito abbassano o abbattono, a seconda dei casi, la positività di certi indici.

D’altro canto è la famosa questione meridionale, mai risolta. E forse mai veramente affrontata, se non in termini di assistenzialismo e non di sviluppo. Colpa della politica? Colpa dei governi? Colpa degli stessi cittadini del meridione? Non sapremmo, fatto sta che, mutatis mutandis, rispetto a qualche decennio fa, e forse anche prima, in termini di divario sostanziale fra nord e sud del Paese, non molto è cambiato.

Allora sarebbe più che mai opportuno che i nostri governanti, chiunque essi siano, mettano al primo posto di un programma di governo il livellamento fra la parte meridionale e la parte settentrionale del Paese. Non ci sembra che qualche governo l’abbia mai fatto. E tutto sommato, anche in tempi di crisi come questi, la locomotiva Italia non andrebbe poi tanto male, se non ci fossero alcune voragini al sud a tutt’oggi irrisolte e difficilmente governabili.

Si tratta di macropolitiche che non hanno ricevuto sufficiente attenzione nel corso degli anni dalla nostra classe politica. Certo, il problema può essere forse considerato culturale, anche antropologico, tuttavia la sensazione è che sia mancata e manchi davvero la volontà di far crescere la parte più arretrata del nostro Paese, soprattutto in termini economici e di produttività.

Ma non solo. I riverberi sui servizi ai cittadini, sulla sanità ad esempio, purtroppo seguono questo trend negativo, tant’è verro che alcune recenti ricerche, non ultima una appena presentata al Ministero della Sanità, ci indicano che, con riguardo alle malattie tumorali, al nord si sopravvive di più. Intanto bisogna dire che le diagnosi di tumore in Italia sono aumentate: al momento sono 4.300 in più rispetto all’anno passato.

Il tumore più diffuso è quello alla mammella, il quale conta 52.800 casi nel 2018, contro i 51.000 dell’anno passato. Ma i dati, come detto, sottolineano e certificano un dato significativo: un’Italia divisa in due. Al Sud esiste un deficit di rilievo sia per quanto riguarda gli screening, sia per quanto riguarda le diagnosi.

Oltre a screening insufficienti e ritardi nelle diagnosi, ci si mettono poi stili di vita non corretti; ad esempio, nelle regioni del sud si registra un boom di fumatrici nella fascia di età fra i 24 e i 35 anni. I relativi censimenti sono stati realizzati dalle associazioni Passi, Aiom e Airtum.

Altri dati importanti messi in evidenza dallo studio, riguardano le percentuali di sopravvivenza. Da questo punto di vista, le Regioni Veneto, Toscana ed Emilia Romagna che, come noto posseggono un sistema sanitario decisamente invidiabile, risultano essere all’avanguardia. Molto meno positivi sono invece i dati riguardanti la sopravvivenza nel meridione, specialmente in Sicilia, in Sardegna e in Campania.

Il gap è frutto con tutta probabilità in buona parte, oltre che della qualità dei servizi resi, della scarsa adesione della popolazione alle campagne di screening e di prevenzione, quelle che consentono di individuare le forme tumorali allo stadio iniziale, e che conseguentemente mettono in condizione le strutture sanitarie di intervenire in maniera più precoce ed efficace.

I consigli comunque, differenze geografiche a parte, sono sempre quelli. Uno stile di vita più sano, che vuol dire sostanzialmente sport, alimentazione sana, non fumare, bere moderatamente. A fronte di comportamenti e di gestioni corrette della propria vita, non c’è alcun dubbio che le strutture sanitarie, ovunque esse siano, si troveranno a lavorare di meno, con grande sollievo della società tutta.

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