Tumori, per i Nobel il cancro sarà sconfitto entro il 2050
Tumori per i Nobel il cancro sara sconfitto entro il 2050

I Nobel per la medicina annunciano che con l’immunoterapia i tumori saranno sconfitti entro il 2050

Ormai è da tanto tempo che si combattono i tumori, e lo si fa con tenacia, convinzione, preparazione. La medicina, e più in generale la scienza, sono impegnate in questa battaglia che ormai sta cominciando a dare dei frutti importanti. Si è passati dal concetto del male incurabile, a quello del male grave ma curabile.

E soprattutto abbiamo cominciato negli ultimi decenni a ragionare non solo in termini di cure, ma in termini di prevenzione, che è altrettanto, e forse ancora più importante. La medicina ci ha consegnato un ragionamento importante, che probabilmente abbiamo tardato un po’ ad assimilare, ma che ora è diventato uno dei concetti base della vita delle persone: la prevenzione. Quasi tutti i tumori, se diagnosticati in tempo e meglio ancora se allo stadio iniziale, sono curabili.

Ecco perché divengono importanti i controlli, gli screening e i protocolli che sono adottati per diagnosticare in anticipo eventuali tumori. In fin dei conti, per ridurre in maniera importante la probabilità che qualcuno si ammali di tumore, è già importante che questa persona adotti uno stile di vita attento e salutistico. La qual cosa si sostanzia fondamentalmente in tre regole: alimentazione sana, attività fisica, e adeguati e periodici controlli. D’altro canto, non è così difficile: si tratta di educare le persone, sin da bambini, a uno stile di vita più sano e morigerato.

Da un punto di vista alimentare, bisogna evitare il più possibile i grassi, le carni crude, i cibi fritti e troppo elaborati. Questo ovviamente vale in generale, e non solamente per contrastare l’insorgere di eventuali forme tumorali. A questo proposito la dieta mediterranea, conosciuta ormai in tutto il mondo, è un ottimo viatico per la salute generale del corpo. L’altro goal è costituito proprio dallo sport, dal movimento, comunque da una certa attività fisica. La sedentarietà fa male al corpo e spesso anche alla mente.

A seconda dell’età e delle condizioni di salute, ognuno può decidere di praticare un’attività sportiva o comunque fare del movimento commisurato alla propria condizione. Basta un po’ di buona volontà e di regolarità; il resto viene da sé.

Non è necessario diventare santi, solo evitare determinati eccessi. Poi c’è l’aspetto curativo, ovviamente. Posto che pure a livello diagnostico negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante, esistono fondamentalmente varie metodiche di cura, utilizzabili di volta in volta, anche congiuntamente, a seconda del tumore trattato. La chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia. Ma ce n’è un’altra, nata una ventina di anni fa, che proprio in questi ultimi tempi è stata rilanciata in maniera importante, vale a dire la cosiddetta immunoterapia.

L’immunoterapia attiva la risposta forte del sistema immunitario ai tumori stessi. Gli scienziati che hanno contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo di questa metodica terapeutica sono i premi Nobel per la Medicina 2018 Tasuku Honjo e James P. Allison.

Dice lo stesso Honnjo: “Sono quasi sicuro che entro il 2050 tutte le forme di tumore potranno essere sconfitte con l’immunoterapia. Se non riusciremo a eliminare tutti i tumori, potremo comunque riuscire a bloccarli, impedendo loro di continuare a crescere”.

L’assegnazione Nobel è stata la ciliegina sulla torta dopo tre decenni di attività che, nonostante i molti fallimenti, alla fine hanno portato a riconoscere l’immunoterapia come la quarta strategia per combattere il cancro”, ha osservato il direttore del centro di Immuno-oncologia del policlinico di Siena, Michele Maio, nell’incontro sull’immunoterapia organizzato a Stoccolma dalla Fondazione Roche e dall’azienda farmaceutica Roche nell’ambito della settimana dei Nobel.

Adesso – ha proseguito Maio – la scommessa è individuare le aree in cui lavorare nel prossimo futuro per migliorare i risultati spettacolari finora ottenuti”.

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